A chi non è mai successo di svegliarsi nel cuore della notte e non riuscire più a dormire? 

L’interruzione del sonno è uno degli eventi più frequenti che caratterizzano il disturbo dell’insonnia, insieme alla difficoltà ad addormentarsi e alla mancanza di sonnolenza.

Il sonno notturno non ha soltanto un potere rigenerante e distensivo per il nostro organismo. È proprio durante la notte, infatti, che si mettono in moto una serie di funzioni fisiologiche e ormonali indispensabili per il corretto sostentamento del nostro corpo.

Tra queste funzionalità notturne rientra la produzione di melatonina da parte della ghiandola Pineale. La melatonina è una sostanza fondamentale per garantire il ciclo sonno-veglia e permettere di dormire sogni tranquilli. 

I risvegli notturni, più o meno frequenti, interferiscono con la ghiandola pineale, alterando l’equilibrio della melatonina e contribuendo ad alimentare l’insonnia. Gli effetti si vedono soprattutto durante il giorno: spossatezza, difficoltà di concentrazione, sonnolenza, sbalzi umorali.

Svegliarsi frequentemente di notte non deve diventare un’abitudine e non è un sintomo che deve essere trascurato.

Non riesco a mantenere il sonno: perché?

I risvegli notturni costituiscono un fenomeno a cui i medici hanno dedicato grande attenzione, con équipe di specialisti di varie materie (psicologi, endocrinologi, neurologi per citarne alcuni) attenti proprio a capire cosa succede ad ogni risveglio improvviso durante la notte.

Alcune condizioni fisiche, ma anche molti stati psicologici, noti o meno che siano per il soggetto, diventano un elemento di disturbo per il sonno notturno e rendono più difficile riaddormentarsi dopo un risveglio. 

Indaghiamo a fondo sulle cause di questo disturbo ricorrente, e su cosa sia possibile fare per ritrovare un sonno sereno.

Cause fisiche e patologie mediche

Tra le prime cause di risveglio notturno che si possono segnare tra le più frequenti e le meno preoccupanti troviamo: 

  • il bisogno di svuotare la vescica;
  • il sentirsi assetati;
  • sentire un rumore esterno che desta il nostro sonno, come il pianto di un bambino o i tuoni di un temporale;
  • fitte di fame;
  • problemi respiratori lievi.

Per problemi respiratori lievi intendiamo un comune naso chiuso da raffreddore stagionale, che impedisce la corretta fluidità del respiro.

Le apnee notturne sono invece un problema più serio, che va indagato da uno specialista pneumologo in grado di identificare un’eventuale sindrome ostruttiva da apnee notturne

Quest’ultima è frequente negli uomini over 50, e tra i fattori che ne influenzano la comparsa ritroviamo l’obesità, il fumo, forme allergiche di tipo inalatorio.

La mancanza di ossigeno tipica dell’apnea fa sì che il nostro corpo senta il bisogno di regolare la respirazione in maniera lucida, inviando un segnale al cervello che stimola il risveglio nel cuore della notte.

Molte patologie cliniche associate al dolore possono inoltre determinare interruzioni del sonno. 

Infiammazioni muscolari, fratture in via di guarigione, come anche mal di testa, mal di denti, crampi addominali del ciclo mestruale e disturbi intestinali causano tutti stati di dolore che spingono il nostro corpo al risveglio.

Anche l’abuso di droghe e alcool influenza notevolmente il ritmo circadiano, portando a riposi molto profondi in ore diverse da quelle notturne, per cui durante la notte si verificano frequenti risvegli e difficoltà a dormire.

Cause psicologiche

Un ruolo davvero importante nelle cause che mettono in difficoltà il mantenimento del sonno è ricoperto dallo stato emotivo e psicologico della persona affetta da risvegli notturni.

La predisposizione caratteriale, la personalità, può avere un suo influsso sulla qualità del sonno. È ormai assodato, infatti, che chi tende a non esteriorizzare le proprie emozioni, chi trattiene i pensieri ed evita di esprimere la propria opinione per evitare confronti accesi, trova più difficile addormentarsi a seguito di un risveglio.

Questo accade perché interiorizzare gli avvenimenti senza trovare una valvola di sfogo porta ad uno stato di agitazione e ansia che si ripercuote proprio sul sonno notturno. Se, poi, la persona sta sperimentando vari risvegli già da qualche notte, la paura che possa riaccadere complica ancor di più il mantenimento di un sonno prolungato.

Oltre alla propria personalità, che può essere più tesa e nervosa rispetto ad un carattere più tranquillo e docile, coesistono poi dei veri e propri disturbi della psiche che condizionano il modo in cui si dorme e la possibilità di riaddormentarsi.

La depressione è un grave stato mentale che annovera i risvegli notturni e l’insonnia tra i principali sintomi clinici. 

Si è portati a pensare, infatti, che un soggetto depresso dorma più del normale; in verità, la depressione può esprimersi sia con una sonnolenza maggiore, che con una quasi totale assenza di sonno, con riposi brevi e insoddisfacenti indipendentemente dalle ore della giornata.

Anche il disordine bipolare è associato a un aumento dell’insonnia e dei risvegli frequenti durante la notte; per il soggetto bipolare non dormire diventa, peraltro, un fattore di peggioramento della sua condizione, per cui è consigliabile intervenire con delle integrazioni che possano migliorare anche il suo sonno.

Rimedi per risvegli notturni

Qualsiasi sia la causa, i risvegli notturni peggiorano la qualità del sonno notturno poiché interrompono la continuità della sintesi della melatonina.

Se la ghiandola Pineale non riesce a produrre una sufficiente quantità di melatonina, il sonno è destinato a diventare ancora più difficile da mantenere.
Gli integratori di melatonina rappresentano un grande aiuto per ritrovare il corretto equilibrio del ritmo sonno-veglia e ripristinare un sonno tranquillo e ristoratore.